Riccardo's profileThis is my dream...this ...PhotosBlogListsMore ![]() | Help |
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This is my dream...this is my life...Maybe my life is a dream November 21 something strange "<.<Con un leggero sbuffo sulle labbra
forte appena per tirar di nuovo a lucido questo trascurato blog
vi saluto.
è iniziata l'uni..si corre si corre si corre, per fortuna che non sono solo e ce la mia Topi ^^ I LOVE YOU!
Ma anche se si corre cè sempre tempo per riflettere,su se stessi e sul tutto in generale.
Certi pensieri nascono dal nulla altri ancora invece vengono evogati da percezioni esterne,può essere il caso di quello che stò per raccontarvi. Quanto segue è più che un racconto uno stimolo alla riflessione ed un invito aprire una piccola porticina su quel mondo che ingnoriamo e crediamo inesistente.la storia è talmente incredibile che preferisco riportare le parole di qualcuno che le storie le racconta di mestiere, vi riporto quindi l'articolo scritto nel 2006 da Giulia Viola su "La Stampa" di Torino:
"All'asilo disegnava una casa bianca, davanti al mare; a sua madre chiedeva che fine avesse fatto il cane maculato e la macchina nera.
Eppure Cameron Macaulay, classe 2001, vive a Clydebank, vicino a Glasgow, dalla finestra della sua stanza vede i tetti di mattoni rossi e, soprattutto, nessun cane maculato è mai circolato per casa, tanto meno una macchina nera è mai stata parcheggiata in garage.
Lontani chilometri dalla terra dell'Induismo e del Buddhismo, la vicenda dello scozzese reincarnato, è già diventata un documentario per la Tv. Certo non ha nulla a che vedere con il misticismo di Osel Hita Torres, il bambino spagnolo ritenuto la reincarnazione di un Lama, che fu accompagnato dal padre tra i monaci buddhisti tibetani nelle montagne del Buthan, e che ispirò il «Piccolo Buddha» di Bertolucci.
Eppure è destinata a restare negli annali delle reincarnazioni post-moderne. D'altronde, se lo stesso Osel ora vive a Ibiza e per il compleanno ha chiesto una moto nuova, il Dalai Lama in persona ha spiazzato il mondo l'estate scorsa proponendo di cercare il successore tra la comunità monastica in esilio. Altro che tra i reincarnati.
Ritornando in Scozia, la storia di Cameron, il bambino con il caschetto biondo e gli occhi azzurri inizia nel 2003.
«Aveva tre anni - spiega la madre, Norma - quando si mise a raccontarmi le storie dei suoi compagni di Barra, un'isola a 300 chilometri di distanza». E non era che l'inizio. «Parlava dei suoi fratelli, dei capelli lunghi e castani di sua madre che gli leggeva un grande libro su Dio e di come suo padre, un certo Shane Robertson, fosse morto investito sulle strisce pedonali. Ero sconvolta». Norma ha i capelli rossi, non è religiosa, è una mamma single, e può contare solo su Martin, il fratello maggiore di un anno di Cameron.
Il tempo passa, il bambino cresce e la sua fantasia si colora di dettagli. «Non devi temere la morte - diceva alla madre - perché si ritorna: mi chiamavo Cameron anche prima». Dopo la filosofia si dedica alla rassegna della vita quotidiana. «Iniziò a lamentarsi perché nell'altra casa aveva tre bagni, mentre noi ne abbiamo solo uno». E poi perché «nell'altra vita trascorreva i pomeriggi giocando sulla scogliera dietro casa e perché con l'altra famiglia viaggiava molto, mentre noi non siamo mai usciti dalla Scozia». La mamma, i parenti e le maestre resistono fino al sesto compleanno, quando Cameron inizia a piangere perché, diceva, «gli mancava la sua famiglia di Barra». E, soprattutto, quando Norma scopre che una casa di produzione cinematografica è alla ricerca di storie di reincarnati.
È lì che la mamma 42enne decide di fare le valige e di portarlo a Cockleshell Bay, nell'Isola di Barra. Con al seguito una telecamera e Jim Tucker, il direttore della clinica di psichiatria infantile alla Virginia University, esperto in reincarnazioni. «Dopo qualche giro abbiamo trovato la casa bianca, sul mare, con i famosi 3 bagni».
A quel punto anche lo psicologo ha avuto un sobbalzo. «Nel 70% dei casi - spiega Tucker - i bambini ricordano morti avvenute in circostanze non naturali, incidenti o episodi traumatici». Occasioni in cui, secondo l'esperto, memoria ed emozioni sopravvivono. «La morte improvvisa del padre è stato un trauma per Cameron - commenta Tucker -. E questo suggerisce che la sua coscienza non è un prodotto del cervello, ma piuttosto un'entità distinta, capace di sopravvivere anche dopo la morte del corpo».
Scetticismo a parte, l'effetto sorpresa nel documentario è stato garantito. «Cameron era raggiante - racconta la madre -. Trovò l'entrata segreta della casa che tante volte aveva disegnato e mi disse quanto fosse ansioso di presentarmi alla sua famiglia». Membri di cui, però, non si trova traccia. La casa era abbandonata e all'anagrafe non è stato trovato nessun Shane Robertson. Si è risaliti a un certo Robertson, vissuto nella casa bianca tempo addietro e poi trasferitosi a Stirling. «Cameron guardò le foto di famiglia e riconobbe il cane maculato e la grande macchina nera di cui tanto aveva parlato». Certo non si è messo a parlare in perfetto dialetto Danzhou come fece nel 1979 Tang Jiangshan, bambino cinese della provincia di Hainan, che a soli 3 anni disse alla madre di chiamarsi Chen Mingdao, di essere figlio di Sandie, di abitare a 160 chilometri di distanza e di essere stato ucciso durante la Rivoluzione Culturale Cinese da un colpo di pistola. Compiuti i 6 anni i genitori lo portarono nel villaggio dei racconti e senza batter ciglio, Tang entrò nella casa del padre, riconobbe le sorelle, la fidanzata e iniziò a conversare come se fosse sempre vissuto lì.
Cameron si è accontentato di aver visto la casa sul mare con un'entrata segreta e alcune foto di un cane maculato e di una macchina nera. Risolto il mistero, si è rilassato ed è tornato a Clydebank insieme alle telecamere della troupe. Lo psicologo, invece, è volato alla clinica in Virginia con una storia in più da analizzare: «Da quando abbiamo aperto il sito - dice - sono più di 100 i casi simili a quello di Cameron».
Certo è che tutti sono ritornati in tempo per vedersi nel documentario in Tv, in prima serata."
La stria ,mi è giunta all'orecchio da una puntata di Real Trust in onda su M2o e scovata da Dexxy
quindi diciamo che mi sono limitato a mettere insieme qualche pezzo =P
Vi saluto e vi lascio citando Albert Einstein:
"Cento volte al giorno ricordo a me stesso che la mia vita interiore ed esterioresono basate su fatiche di altri uomini,vivie morti,e che io devo sforzarmi al massimo per dare nella stessa misura in cui ho ricevuto."
Bè che dire...fà venir voglia di dare tutto in tutto! a presto... -Rick- June 06 Grazie...Trovarsi sospesi fra un'alone di ricordi ed un incudine di pura dura realtà
rivivendo ancora quei giorni diversi la cui fine avrebbe sancito l'inizio di un percorso che da anni sembrava un nitido e lontano miraggio. Sapere di essere lì,sentire gli istanti trascorrere rapidi,improvvisando,pianificando di modo che rimanga di loro un segno che non svanisca mai,un segno che anche dopo una vita possa ancora raccontare di "quelli lì"...
Quella classe partita per gioco e che il tempo e le esperienze hanno reso una perfetta commistione d'individui unici nel genere e nel numero. Vivere cinque anni al fianco di "quelli lì" che hanno reso te ciò che sei..e hai reso loro ciò che sono..non basterà un'eternità per riscattare tutto questo,per sperare almeno di
restituire la metà di quanto abbia ricevuto.
Quale sentimenti se non sconforto e amarezza potrebbero accompagnare i pensieri rivolti ad una meravigliosa,vissuta,ma passata realtà. sarebbe banale dire grazie,una parola conosciuta da tutti ma alla portata di pochi,preferirei piangere lacrime di sincerità riempirmene le mani per poi porgerle a tutti voi,cosicchè voi
possiate accogliere nel vostro cuore e sospirarvi accanto quel tanto che basta per farli divenire diamandti che resteranno lì nel vostro cuore sospesi fra un'alone di ricordi ed un
incudine di pura realtà a ricordarvi ciò che siete a ricordarvi chi mi avete fatto essere.
Alla Vast 2007/2008
-Rick- October 21 No Revenge...Puoi anche continuare a grattare sulle mie ferite
indisturbato proseguire lambedo il sangue che tanto ti delizia nell'animo leale trovo rifugio ultimo bastione d'una fortezza che non cè
da lì continuerò a volger l'guardo alla bestia con la quale ti identifichi affannata e stanca bramosa di vendette
la guarderò sfiancarsi nel disperato intento d'infilgger dolori e sofferenze
l'unico mio pensiero, sarà anche la mia unica indecisione
se provare pietà o degnarti d'uno sguardo compassionevole.
September 19 I'm here...you know...Non sò che e cosa dovrei pensare
vederti nella totale indifferenza,quell'aria assente... gli attimi in cui donavi sorrisi son divenuti fertili momenti in cui coltivare la tua apatia. Non potrei mai scrivere per fare ciò di cui spesso abbiamo discusso...giudicare... me lo hai detto tu stesso che sei in continua evoluzione. Spero che abbiamo la stessa interpretazione del termine "evolvere". Sarebbe facile dirti "sò che è dura" sarebbe così facile che sarebbe da ipocriti, che non è facile no non lo sò io non sò proprio niente... ma lo leggo sul tuo volto, nelle tue espressioni e nel tuo modo di fare. Il totale cambiamento,la quasi totale assenza delle persone di cui in questi ultimi anni hai imparato a conoscere pregi e difetti non possono essere al tuo fianco,non pensavo che il fato potesse essere più crudele di qualsiasi altro essere umano. Mi piace ricordare...ma di questi tempi ricordare vuol dire soffrire... non serve vagar con la mente a tempi lontani...basta solo tornare a qualche settimana fà, quando era ancora facile sognare,aiutati dalla passata stagione e dai problemi che erano lontani. Forse siamo noi...anzi forse io... stò sbagliando? sarebbe meglio chiamarti e dirti come sempre"stò al semaforo sotto casa tua fatti trovare pronto...Bella" che stare qui seduto a scrivere e ricordare come un idiota qualsiasi... già sarebbe proprio meglio,ma questo idiota è fatto così,così stupido da non poter dimenticare il valore di un'amicizia che è cresciuta insieme a noi e che deve continuare a farlo. Tutte quelle volte che abbiamo teso la mano..l'uno verso l'altro a cercar l'appoggio, a cercar il sostegno,un appiglio per rialzarsi,a cercare di scrivere la parola fine per poi scrivere subito dopo inizio... è solo l'ennesima prova,ne usciremo più forti già lo sò. Ci dicono che siamo diventati una classe d'elitè... non sanno neanche cosa sia una classe... Chissà se leggerai questo post... forse non capirai neanche che è per te... non devi commentarlo,la prossima volta che mi vedi sorridi... August 26 Life's Breathè solo il brivido che percuote l'animo umano
come spada sul ferro a spingerlo a vivere e a ricordare trovare la spinta per dare il massimo in ogni istante in ogni attimo come in ogni piccola cosa sapiente del fatto che il secondo che gli scappa non tornerà... basta saper non perdere la via ad inseguir quell'istante ma saper attendere il prossimo
Vivere e riflettere anche un pò pensare che ogni istante viene inciso nell'enetrnità per essere ricordato criticato e lodato...stipato nell'animo per poi esser un giorno riesumato per donare ancora un sorriso o una lacrima
a chi di essa necessita
basta non lasciarsi vivere ricordare che il fato è solo un foglio... ma il destino lo scriviamo noi. "vorrei poterti far guardare questa realtà dall'orizzonte dei miei sogni e farti vivere della sua luce"
-Rick- |
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